IL GIOCO DELLE VERTIGINI

 

Estratto dal capitolo 1

 

Il colpo viene esploso in strada e riverbera tra gli edifici echeggiando come in una valle. Si alza dai marciapiedi con prepotenza, fa tremare i vetri, entra dentro i timpani e attraversa la pelle, che vibra come la membrana di un altoparlante. Emerge, galleggia, si alza come un falco sopra la selva dell'inarrestabile rumore bianco cittadino, cattura le paure di tutti: gli uomini diventano topolini impauriti.

Il colpo è come un falco che volteggia in alto sopra uno di quei deserti di sassi, con qualche forma di vita essenziale e primordiale, dagli insetti che vivono nel sottosuolo, agli animaletti di superficie: lucertole, serpi e topi che costituiscono la dispensa all'aperto per gli uccelli rapaci, "bocconi in movimento", cibo essenziale e privo di capacità di reazione, dove ogni tanto spunta qualche cespuglio di sterpaglia secca, che a volte s'incendia si alza improvvisamente, oppure rotola spinto da quelle strane folate di vento desertico africano che localmente chiamano ghibli o secondo le varianti locali: gebli, gibli, kibli, che è sempre lo stesso vento caldo e sabbioso. E i falchi hanno un potenziale visivo otto volte quello di un uomo: dall'alto vedono tutto, come Dio, e sono spietati.

Il quartiere è scomparso: nessuno parla più. Appena fruscii, scoppiettii, qualche marcia che ingrana in lontananza. Alcuni merli e una gazza ladra, che prima zampettavano poco distanti, confusi e assordati si sono levati in volo, sbattono le ali all'impazzata, si allontanano veloci in tutte le direzioni.

Dopo alcuni istanti, l'urlo di un passante, a squarciagola, rompe il silenzio:

"Bastardi!"

Segue una pausa, tutti hanno sentito e stanno riflettendo su quella parola, urlata. Sussultano. Il quartiere che è un mondo, uno dei tanti mondi contenuti dentro il MONDO, attende la frase che ne chiarisca il significato.

Arriva:

"Hanno ucciso un uomo." La voce si è aperta incontrollata come se i suoni fossero i raggi di un ventaglio di carta che, dispiegandosi troppo, si è strappato, ma comunica a tutti cos'è appena accaduto a pochi metri dalle loro case calde e ordinate.

Un'anima nera ha rubato una vita.

Parecchie persone adesso si sono affacciate alle finestre dei loro appartamenti e hanno capito cosa è avvenuto. Alcune di loro sono scese impaurite, vogliono vedere da vicino cosa è successo e srotolare insieme ai vicini le paure, scioglierle e diluirle come fossero pastiglie avvelenate nella fiumana liquida delle parole. Altre hanno chiuso a doppia mandata le porte e aumentato il volume del televisore. Molti hanno telefonato alla Polizia, e qualcuno ha cercato un'ambulanza, non accettando che un colpo solo, per quanto assordante, possa rubare una vita.

Riverso sul selciato, sotto la luce di un lampione, bocconi, c'è il cadavere di un uomo. Non più di dieci minuti prima gli hanno sparato alla testa, e l'hanno fatto da dietro, come s'intuisce facilmente osservando il foro sulla nuca. È morto senza accorgersi di nulla: camminava quando il colpo di pistola l'ha trasformato in un oggetto di carne inanimato.

[…]

 

Disponibile l’e-Book, L'audio book e la versione cartacea con copertina flessibile o rigida.