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Introduzione

Mentre scrivo questa nota introduttiva sono a Venezia, a bordo di un vaporetto di linea che naviga lungo il Canal Grande. In piedi, circondato da turisti d'ogni etnia possibile: arabi con folte e lunghe barbe nere alla Mangiafuoco, giapponesi dalle scarpette leggere quasi da ballerini, russi corpulenti che parrebbero traballanti già di prima mattina, come se per colazione avessero consumato pane, burro e vodka. Gruppi d'indiani sedotti dallo sciamare lento del Canal Grande, forse convinti che sia un fiume, simile al loro Gange, e sacro come tutti i fiumi. Anche qualche slavo silenzioso e stretto nella sua espressione crucciata, defilato, insieme ad altri europei standard, con niente di particolare da segnalare.

Non ho voluto girare per Venezia durante la stesura di questo romanzo, non ne ho sentita la necessità, forse con un pizzico di presunzione ho pensato che con questa città, giacché ci sono nato, mi rimanga un cordone ombelicale anche immaginativo, inalterato a qualsiasi distanza mi trovi.

Ho preferito venirci ora, con quel senso di libertà e di leggerezza che dà, sempre, la conclusione di un testo.

Scrivo in un piccolo block notes a quadretti, tascabile: nessuno fa caso a me, e questo mi piace. Penso che in vaporetto, supportati dalla carezza leggera dell'aria, si potrebbe tranquillamente scrivere un romanzo intero.

Venezia attrae i talenti più belli del mondo: li ammalia, li inebria, li accoglie. Conserva traccia del loro passaggio, ne ama l'eredità visionaria, e la conserva gelosamente, per sempre. Richiama tutti gli amori: quelli grandi e manifesti, che vivono sia di giorno sia di notte, e quelli clandestini e disperati, che possono nutrirsi solo nelle tenebre.

Eros e Thanatos, arte e guerra, grazia e durezza, sono tutti gli elementi che, come poltergeist, sembrano alzarsi dalle millenarie pietre su cui poggia questa città, che emana atmosfere uniche, ti seduce e ti ubriaca d'arte, ama la luce ma anche i riflessi che provengono dall'ombra.

In questa città t'immergi nella dimensione della lentezza, entrando in un tempo e in un mondo, rallentati e paralleli, muovendoti alla velocità della fantasia, perciò molte cose nascono qui.

L'idea di scrivere questo romanzo ha preso forma in me verso la fine di una giornata di novembre, quando il giorno dura poco e le nebbie a Venezia calano improvvise e inarrestabili, durante alcuni attimi di assordante assoluto silenzio.

                                                                                                L'autore

Abstract

Giovanni Maria Lupo è un bel trentenne, alto e longilineo, di modi raffinati e sempre attento nella scelta dell'abbigliamento, osservato e desiderato dalle donne. Ha misura e armonia in ogni cosa che fa, forse perchè è un ballerino classico mancato, e quando ci si forma con l'arte del movimento questa poi emerge anche in molte cose quotidiane. Alcuni eventi, che gli accadono alla fine del lungo percorso coreutico, lo fanno rinunciare a proseguire su questa strada e lo inducono a dare una svolta netta alla sua vita: s'iscrive a legge, si laurea e poi partecipa, e vince, un concorso per commissario della Polizia di Stato. Come primo incarico è assegnato al commissariato di Venezia, città teatro delle vicende di questo romanzo.

In qualità d'ufficiale di polizia Lupo conosce una Venezia oscura e impensabile, ne scopre l'animo torbido, grottesco, erotico, assassino. Risolve alcuni delitti orrendi ma affronta anche i crimini minori come il violento fenomeno del knockout game, condotto da una banda di teenager su cittadini isolati, al calare delle tenebre.

La versione cartacea di STORIE NOIR VENEZIANE è in vendita sia in libreria sia online nei bookstore Lafeltrinelli, Libreriauniversitaria, Ibs, ecc.