Lou e Kerr sono innamorati l’uno dell’altra, e questo sarebbe nell’ordine delle cose, se non ci fosse un aspetto curioso: non si sono mai incontrati. Il loro amore nasce nel social network Twitter dove, cullati dal moto perpetuo delle parole prodotto dal vento dei tweets, profondamente immersi nell’erotismo dirompente del sogno e della fantasia, che li pervade e li avvolge come un mantello, conoscono l’impazzimento sensoriale.

In un’ atmosfera romantica e visionaria scivolano dentro il piccolo universo incontaminato dell’immaginazione, dove tutto si può fare, dire e inventare: non c’è nessun limite.

Kerr è una raffinata violoncellista, laureanda in architettura, Lou è un giovane creativo di fama internazionale che ha avuto diverse donne e una vita varia e avventurosa caratterizzata da tre importanti figure di riferimento: Yonutz uno dei più grandi creativi contemporanei, classe 1901, vecchissimo, suo grande maestro di arti visive; Sam: amico e compagno di avventure, poco più di un metro e mezzo, coraggioso come una tigre, impetuoso come una burrasca, esperto di “Arnis de Mano”: un’arte marziale originaria delle Filippine; Radar, un gatto savannath dall’intelligenza sovrumana.

 

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Una nota

Ero immerso in twitter da qualche mese quando concepii l’idea di questo romanzo, cioè lo scorso inverno. Scrivevo di nuvole, di aria, di leggerezza, perché per molti mesi mi sentii trasparente e inconsistente e, siccome non avevo nessuna inibizione, la conseguenza di questo stato fu l’emissione di quattrocento tweets liberamente surreali e visionari. Molti piacquero, parecchi crearono euforia: le emozioni zampillavano come fontane a moto perpetuo, nacquero minuscole ma significative atmosfere traboccanti di pathos quanto l’aria può esserlo di cariche elettriche prima del temporale.

Adesso ognuno di quei trenini di parole mi ricorda un momento e una sensazione precisa: sono fotogrammi che albergano in me.

Una parte di quei tweets sono diventati i titoli dei capitoli di “Concerto per Venere”. Da quelle sensazioni brevi e intense sono sbocciati i fiori delle emozioni lunghe e forti: per sempre, come la roccia.

(breve estratto)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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