Le creature dell'immaginazione amano il silenzio

Nota biografica: Franco Alesci nasce a Venezia e vive, fino al conseguimento della laurea in ingegneria elettronica, al Lido di Venezia: un’isola che lascia sugli abitanti un’impronta di leggerezza aerea e liquida. Una lingua di terra che si sviluppa da nord a sud per circa undici chilometri, con una larghezza media, da est a ovest, di tre-quattrocento metri. Qui, d’estate, un ragazzino passa più tempo in acqua che a terra, avvicinandosi come modus vivendi più a una creatura anfibia che terrestre. A est dell'isola c'è il mare Adriatico, a ovest Venezia e la sua laguna, ed è come vivere a Waterworld.

L'autore, dopo la laurea lavora per otto anni presso aziende di Milano, Monza e Pavia e viaggia molto in Europa, nord Africa, Stati Uniti, Asia.

Adattarsi al complicato mondo terrestre tridimensionale, non è facile per chi proviene da un'isola a forma di filo.

In parallelo a tutto questo ci sono le sue passioni per la scrittura e la letteratura, che affondano nell’adolescenza.

I testi dell'autore sono caratterizzati da un linguaggio moderno ed efficace, da situazioni e invenzioni a volte al limite del surreale.

L'autore:

"La scrittura è sogno, invenzione, rabbia, illusione, desiderio, sfogo, presunzione, superbia, bisogno compulsivo, droga… e mille altre cose, e non può essere mai solo codice lessicale e sintattico: un testo, anche perfetto, che non sappia trasmettere emozioni è soltanto l'esercizio della noia.

Le scritture sono come i motori delle macchine e possono arrivare alle velocità vorticose della formula uno, le parole distribuiscono pennellate di colore, le cui tonalità non hanno limiti: lasciano segni indelebili o scivolano via, e le storie diventano come quadri o sculture scolpite nella roccia.

Ho avuto la fortuna di essere come un gatto, che può sopportare gli incidenti nel corso della sua vita e sopravvivere, rimbalzare, rotolare, precipitare in nuovi territori, a volte molto lontani, e rialzarsi più forte di prima, grazie alle numerose vite in dotazione.

Nella scrittura io ho la mia riserva d'ossigeno e, soprattutto, scrivo perché così posso continuare ad essere simile a un gatto.

Nelle prossime pagine vi parlerò dei miei libri:

 

Il gioco delle vertigini

Storie noir veneziane

Concerto per Venere

Akua

Il vento in testa

Floating

l'Oasi delle ambiguità

 

e vi racconterò alcune storie."

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